La storia oggi si scrive nel momento stesso del suo divenire. La si può fotografare o filmare e diffondere subito attraverso la stampa, la radio, la tv ed internet.
Il ruolo dei mass media è quello di far crescere una società civile informata e consapevole.
Questo ruolo decade ogni qualvolta un giornalista serve interessi diversi da quelli del suo pubblico.
La disafezzione verso la stampa che contribuisce all'odierna crisi del sistema editoriale, piange il senso del prestigio di questo mestiere. E la sua funzione di guardiano verso il potere. Le nuove tecnologie hanno sgretolato le tradizionali barriere di accesso al business dell'informazione, promuovendo il rimescolamento della gerarchia pubblico-giornalista. Tuttavia, io penso che le regole fondamentali che determinano la qualità e l'affidabilità dell'informazione non possano cambiare. A mio parere il lavoro del reporter non è condannato all'estinzione, è solo diventato più complesso poiché non vi sono più rendite di posizione. Penso ad Oriana Fallaci che amava e temeva il giornalismo, e nella premessa della sua "Intervista alla Storia" lo descriveva come un privilegio straordinario e terribile. Oriana divenne famosa per la sua caparbietà nell'intervistare i potenti della terra. PJ O'Rourke non hai mai avuto questa intenzione. La vera storia, secondo lui andava letta negli occhi degli uomini incontrati per strada, o seduti al bar sorseggiando un whisky . Il giornalismo di PJ è l'opposto del salotto dei potenti. Vorrei citare lo stesso O'Rourke: "la tentazione di controllare l'informazione è usuale. Stalin non vietò ai giornalisti di entrare a Stalingrado. Ce li mandò. Ci sono due fonti di cui non ci si può fidare: coloro che non vogliono raccontare la loro storia, e coloro che la vogliono raccontare." La dedica che PJ scrive nel suo penultimo libro, Peace Kills, è esplicativo del suo pensiero "la libertà è un banchetto costoso". Quel libro è dedicato a Michael Kelly, ucciso mentre seguiva la campagna militare statunitense in Iraq. O'Rourke è un personaggio complesso che è stato tante cose nella sua vita, ma da cui possiamo trarre una lezione di giornalismo, quello forse più difficile, più pericoloso, più scomodo, più vero.
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